Il mio blog su arte, antiquariato e design

Valutazione dipinti e oggetti d’arte

La valutazione dei dipinti e degli oggetti d’arte è fondamentale per riuscire capire qual è il valore di mercato di un determinato manufatto in un preciso momento.La valutazione dei dipinti è solitamente quella più richiesta. Oltre ai dipinti è possibile procedere con la valutazione di qualsiasi oggetto artistico in generale, quindi anche di sculture, mobili e gioielli. Cos’è la valutazione dei dipinti e degli altri oggetti d’arte? La valutazione è un processo complesso e articolato che deve essere fatto da persone competenti che prendono in considerazione diversi elementi. Solo tramite la valutazione sarà possibile vendere al giusto prezzo l’opera.Gli elementi che incidono sul valore sono davvero molteplici: stato di conservazione, la provenienza, lo stile, le vendite passate e la presenza dell’opera all’interno di mostre, più o meno rilevanti, nazionali o internazionali.I dipinti e i manufatti artistici portano con sé un importante valore simbolico. Che sia un dipinto realistico e figurativo o che sia un dipinto astratto, ogni opera suscita emozioni soggettive che rendono l’opera d’arte unica e speciale nel suo genere. Tutto ciò viene poi tradotto in numeri, determinando una valutazione estranea a meccanismi soggettivi. Anche se è importante ricordare che questa valutazione non è il risultato di una formula

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La pittura naïf

Cos’è la pittura la pittura naïf?La pittura naïf si serve di un termine francese per definirsi. In francese, infatti, naïf significa letteralmente “ingenuo”. Ingenua nel senso che è un’arte non colta, frutto del lavoro appassionato di artisti autodidatti o “popolari”. Questi pittori, spesso, iniziano a dipingere esclusivamente per se stessi, assecondando la propria necessità di esprimersi.Da cosa si riconosce quest’arte?Sicuramente dall’affrancamento dalle regole stilistiche e pittoriche. Questi artisti si approcciano all’arte in maniera spesso infantile andando a delineare una raffigurazione piuttosto fiabesca della realtà, dando grande spazio agli aspetti decorativi e ai dettagli. Com’è nata? Questa arte è nata in maniera genuina, liberandosi da ogni prescrizione e storicismo stilistico. Questa tendenza viene condivisa anche da altri artisti, non naïf, sul finire dell’800. Il processo ha già inizio con gli impressionisti, nonostante manchi la componente ingenua, infantile e fiabesca. I post-impressionisti, invece, condividono, con i naïf la ricerca di un’espressione pittorica che possa essere espressione soggettiva del proprio sentire.Anche i simbolisti vanno nella medesima direzione, e Gauguin, pittore che unisce la componente simbolica con la ricerca di un primitivismo ancestrale attira l’attenzione della critica nei confronti del primitivismo e dei pittori naïf, considerati alla stregua di primitivi contemporanei. La nascita ufficiale

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Mercanteinfiera 2023

Come di consueto, anche quest’anno mi sono recato al Mercanteinfiera di Parma, evento dedicato all’antiquariato, al modernariato e collezionismo. Ve ne avevo parlato anche lo scorso anno, felice di poter di nuovo visitare iniziative di questo genere dopo alcuni anni complessi per i grandi eventi di questo genere.Quest’anno la fiera è aperta dal quattro al dodici marzo. Io ci sono stato giovedì scorso e devo dire che quest’anno, rispetto allo scorso, ho notato una minore vivacità della fiera; l’ho trovata un po’ cristallizzata in un ruolo che forse sto iniziando a percepire come anacronistico per i tempi in cui stiamo vivendo. Per chi non lo sapesse, Mercanteinfiera Parma è una delle più importanti mostre internazionali del suo genere. Gli espositori sono un migliaio, provenienti da tutta l’Europa.Quello che mi chiedo è se questo genere di manifestazioni riesca ancora a essere attraente per un pubblico di collezionisti e mercanti o se gli anni del Covid abbiano portato un cambiamento anche in questo settore che indirizza gli utenti su altri canali per andare alla ricerca di oggetti, opere, manufatti per loro interessanti. Durante il periodo della pandemia, lo sappiamo bene, c’è stato un forte scatto in avanti per quanto riguarda la digitalizzazione

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Lampada da tavolo "Cubosfera" di A. Mendini

Le lampade di design iconiche Made in Italy

Il design italiano è iconico. Nel corso del Novecento la manifattura italiana si fa riconoscere per la ricercatezza dei materiali e per la qualità della lavorazione. Verso la metà del secolo la consacrazione del design italiano diventa internazionale grazie a manifestazioni come la Triennale di Milano. La data simbolo è quella del 1947, momento in cui si tiene la VIII Triennale milanese. Durante gli anni Cinquanta le mostre e i riconoscimenti si susseguono; a Londra nel 1955 e 1958 vengono inaugurate due esposizioni del design italiano. Nel 1960 è l’anno della mostra Nuovi disegni per il mobile italiano, organizzata presso l’Osservatorio delle arti industriali a Milano. Protagonisti della mostra ventuno mobili e dodici lampade realizzate da giovani architetti milanesi. Alcuni protagonisti di questa mostra sono Aldo Rossi, Vittorio Gregotti, Gabetti e Isola, Guido Canella, Virgilio Vercelloni, Umberto Riva, Giotto Stoppino, Lodovico Meneghetti, Leonardo Ferrari, Sergio Asti e Gae Aulenti. Importanti, poi, in questo periodo le creazioni di Achille Castiglioni, nello specifico le lampada Splugen Brau, Arco, Toio, Taccia e Luminator.  Concentrandoci sulle lampade, oltre a quelle realizzate da Castiglioni ve ne sono molte di lampade italiane che sono il risultato della creazione del design Made in Italy. Il contributo italiano del lighting

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Pittura Veneziana - Storia della famiglia Guardi

Pittura veneziana: la famiglia Guardi

Francesco Guardi non ha bisogno di presentazioni. È, insieme a Canaletto, il più grande vedutista veneziano del Settecento. Nominato spesso in antitesi a Canaletto, Francesco è famoso per i suoi scorci veneziani rappresentati con una componente emozionale e soggettiva capace di trasmettere all’osservatore le atmosfere della città lagunare.Quello che non tutti sanno è che Francesco fa parte di un’importante famiglia di pittori veneziani, ma di origine trentina, che ha svolto la sua attività artistica per ben tre generazioni. Il primo della famiglia Guardi a dedicarsi alla pittura è Domenico, nato nel 1678, padre dello stesso Francesco. Domenico si forma a Vienna e sviluppa uno stile pittorico di stampo Rococò, prediligendo soggetti religiosi. Già all’inizio del 1700 rientra in patria e fonda una bottega a Venezia. Anche i fratelli di Francesco intraprendono la carriera pittorica. Il padre Domenico muore piuttosto giovane ed è così che la conduzione della bottega viene affidata al sedicenne primogenito Gianantonio. Lo stile di Gianantonio segue sempre i dettami del Rococò concentrandosi su dipinti di soggetto religioso, scene di genere e la copia di dipinti realizzati dai maestri del passato. Giantantonio esegue le copie delle opere dei grandi della pittura veneziana soprattutto per Johann Matthias von der

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I pittori italiani del 900

I pittori italiani del 900: quali correnti artistiche si diffondono in Italia durante la prima metà del 900? Il Novecento è un secolo di grande fermento, anche dal punto di vista culturale. I primi decenni del secolo sono quelli delle avanguardie. Tramontati i fasti della belle époque, con l’arrivo del Novecento nascono questi movimenti intellettuali e culturali in tutta Europa in totale contrapposizione alle correnti decadenti di fine ‘800 con l’obbiettivo di dare forma a una nuova arte, nata dalla necessità di compiere un radicale rinnovamento culturale. Il passaggio tra l’800 e il 900 è un momento di grandi cambiamenti. Innovazioni tecnologiche e scientifiche che si inseriscono in un contesto sociale segnato da grandi contraddizioni. Gli artisti delle avanguardie vogliono, quindi farsi portavoce di tutti quelli che potevano essere le incognite così come le speranze di una società piuttosto spaesata. In meno di un decennio, tra il 1905 e il 1911 si affermano quattro movimenti artistici, di cui uno italiano: Espressionismo, Cubismo, Futurismo e Astrattismo sono i movimenti che nascono, spinti dalla volontà di dare vita a una nuova concezione estetica, in totale cesura con il passato. Ogni movimento ha le sue specificità, ma ciò che accomuna tutti è proprio

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