Il mio blog su arte, antiquariato e design

Il viaggio del tavolo “Samo” di Carlo Scarpa verso una nuova casa negli Stati Uniti
Uno dei pezzi più simbolici e caratterizzanti della mia vetrina, il tavolo “Samo” progettato da Carlo Scarpa, ha trovato la sua nuova casa negli Stati Uniti! La vendita di questo oggetto è stata decisamente impegnativa sotto molti punti di vista, prima di tutto nel considerare ogni minimo aspetto burocratico per l’esportazione dell’opera negli USA. Per questo tipo di vendita infatti è necessario ottenere il permesso per l’esportazione di beni dei valore storico e artistico, diversamente la dogana potrebbe bloccare la spedizione. Questo documento l’abbiamo ottenuto dalla Soprintendenza beni culturali di Verona che si sono dimostrati, anche in questa occasione, competenti e collaborativi. Preparare un oggetto così prezioso per il suo viaggio attraverso l’oceano è stato un processo delicato e impegnativo.È stato fondamentale assicurarsi che il tavolo fosse imballato con la massima cura e attenzione. Data la sua fragilità e il peso considerevole ho creato tre scatole in legno, in modo da riporre il piano e i due piedi in tutta sicurezza, bloccandoli e foderandoli con materiale apposito antiurto. Da qualche anno, appoggiandomi a piattaforme professionali e internazionali, vendo diversi oggetti oltre confine. La piattaforma segue il venditore passo dopo passo e tutela il compratore fino all’arrivo dell’oggetto a casa sua,

I tesori nascosti – il caso del vaso di Carlo Scarpa
Gli scorsi giorni è rimbalzata su diversi media la notizia di un vaso di Carlo Scarpa venduto a 3,99 dollari in un mercatino dell’usato che è stato poi battuto all’asta a quasi 100.000 dollari.Una notizia sicuramente particolare che ha attirato l’attenzione di un vasto pubblico, anche di “non addetti ai lavori”. Eppure, non è raro trovare dei tesori “nascosti” nei mercatini, quello che sicuramente colpisce in questo caso è l’entità del tesoro. Spesso può succedere di trovare qualcosa a pochi euro e poi scoprire che vale qualche migliaio di euro come nel caso di mobili, quadri o gioielli. Sempre ai mercatini possono essere trovati anche dei libri particolari che possono essere dei pezzi unici, magari su cui sono presenti anche delle dediche di personaggi illustri.In questo caso invece lo scarto tra 3,99 e 100.000 dollari è davvero molto.Il vaso in questione appartiene alla famosa serie “A pennellate” realizzata da Carlo Scarpa in collaborazione con Venini negli anni Quaranta. La cosa particolare di questa seria è il numero limitato di pezzi realizzati e la difficoltà di esecuzione. Questi due aspetti alzano sicuramente la quotazione dell’opera in questione. Scarpa decide di denominare “A pennellate” la sua serie perché le applicazioni policrome che

Espressionismo astratto rumeno
L’espressionismo astratto è una corrente che ha fatto la storia dell’arte contemporanea. Si sviluppa nel secondo dopoguerra negli Stati Uniti d’America e vede come protagonisti grandi nomi come Jackson Pollock, Mark Rothko e Willem De Kooning. Tre artisti diversissimi tra loro per stile e background, che sono tuttavia accumunati dalla presa di distanza dalla rappresentazione figurativa e dall’uso potente e gestuale del colore.L’espressionismo astratto della metà del XX secolo affonda le radici nell’ avanguardia espressionista, movimento che aveva già posto il fulcro della produzione sull’espressione delle emozioni umane più intense. Per poter esprimere queste emozioni in modo efficace e dirompente gli espressionisti di inizio ‘900 impiegavano il colore in maniera nuova, azzardata, senza preoccuparsi della resa naturalistica. Credevano fortemente nel potere del colore. Tuttavia, con l’avanguardia espressionista il colore ancora non è il protagonista assoluto, in quanto si affianca comunque a delle immagini figurative.L’espressionismo astratto, invece, riesce a liberarsi della necessità del figurativismo per dare parola al colore e al gesto.Gli Stati Uniti non sono l’unico paese in cui vediamo svilupparsi l’espressionismo astratto. Come ogni corrente, anche questa, ha poi una sua personale interpretazione a seconda delle diverse aeree geografiche.Interessante è il caso dell’espressionismo astratto rumeno. Un artista che si

Il design industriale di Vinicio Vianello
Vinicio Vianello è stato un artista poliedrico, una fucina di idee e creazioni. Ho già avuto modo di parlarvi di questo particolare artista, soprattutto in riferimento alla sua attività di designer del vetro. L’attività di Vianello, designer ed esponente dello spazialismo veneziano, è stata fondamentale anche per far conoscere negli anni Cinquanta e Sessanta del ‘900 la cultura del design industriale italiano su una scala più ampia, internazionale. Vinicio Vianello collaborava con entusiasmo con l’Istituto Veneto per il Lavoro nell’organizzazione di corsi di progettazione per disegnatori e artigiani della Laguna e allo stesso tempo dava il meglio di sé nell’ideazione di esposizioni dedicate a far conoscere i manufatti realizzati in vetro anche all’estero. L’Istituto Veneto per il Lavoro, infatti, si impegnava a promuovere la produzione artigianale e far ciò realizzò molte mostre itineranti in giro per il continente europeo che ebbero proprio lo scopo di “illustrare” al meglio la cultura della produzione artigianale e di “industrial design” italiana. Si sa che l’artigianato e il design italiani sono ritenuti delle eccellenze all’estero. Questo processo, che ha portato all’affermazione della produzione italiana nel mondo, deriva quindi, anche dal lavoro di attenta promozione e “divulgazione” effettuata dal grande artista Vinicio Vianello. Grazie a

Pio Semeghini: Paesaggio in Brianza
L’artista Pio Semeghini: conosciuto per la sua feconda produzione veneziana, i primi momenti in cui si reca a Venezia e Burano sono gli anni tra il 1910 e il 1914. Pio Semeghini è fortemente influenzato dall’esperienza francese. La Ville Lumière e Venezia caratterizzano l’esordio artistico di Pio Semeghini. La rappresentazione che l’artista fa di Venezia è fortemente debitrice della lezione impressionista e fauves.Il rapporto con Venezia è fondamentale, inizia, quindi prima della guerra e prosegue fino al 1930 circa quando si trasferisce in Lombardia, dove trascorrerà un fecondo decennio artistico. Il periodo trascorso a Venezia coincide con la stagione delle esposizioni di Ca’ Pesaro. Protagonista fin dagli esordi del gruppo capeggiato da Nino Barbantini, Pio Semeghini ha modo di lavorare fianco a fianco con gli altri di Ca’ Pesaro come Gino Rossi, Arturo Martini, Felice Casorati, e Umberto Moggioli. Pio Semeghini in Brianza Dopo il lungo periodo trascorso a Venezia, Semeghini si trasferisce in Lombardia, nello specifico nella provincia di Monza e Brianza dove diventa insegnante.Abituato ai paesaggi Veneziani, Semeghini iniziò a studiare ed entrare in sintonia con il nuovo paesaggio della pianura padana, così diverso da quello a cui era abituato.Ben presto riuscì a trovare la giusta chiave di

Angelo Dall’Oca Bianca: Ritratto femminile
Angelo Dall’Oca Bianca è stato un preminente pittore veronese. L’artista si è formato presso le prestigiose Accademie di Belle Arti di Verona (Cignaroli) e Venezia apprendendo gli insegnamenti legati alla pittura ritrattista, vedutista e, soprattutto a Venezia, verista. Non ancora ventenne, partecipa per la prima volta all’Esposizione dell’Accademia di Brera. Negli anni successivi viene accolto in diverse esposizioni di rilievo, tra cui anche la Biennale di Venezia nel 1886, e si aggiudica premi, come il Premio Principe Umberto, che contribuiscono a consacrare il suo talento. Il pittore veronese ha messo al centro dei suoi dipinti proprio la sua città natale, non trascurando tuttavia anche altri soggetti, come ad esempio i ritratti. I ritratti femminili I ritratti femminili di Dell’Oca Bianca sono soavi, pieni di colore, luminosi ed eterei. La psicologia del ritratto è colta con delicatezza, l’immediatezza è fotografica.In alcuni suoi ritratti Angelo dall’Oca Bianca predilige la tecnica a pastello. Questa tecnica è veloce e permette una maggiore flessibilità esecutiva. Accentua l’immediatezza dell’opera e ne esalta il carattere morbido ed evanescente che richiama alla memoria le opere di Rosalba Carriera, grande ritrattista settecentesca esperta proprio nell’uso del pastello. Angelo Dall’Oca Bianca vs Edgar Degas L’uso del pastello come mezzo espressivo