Vinicio Vianello ~ Vincenzo Lovato - Fogazzaro Arte 242

VINICIO VIANELLO (Venezia, 1923-1999)

Vinicio Vianello nasce a Venezia nel 1923. Si forma all’Accademia di Belle Arti della sua città natale seguendo gli insegnamenti di Giuseppe Cesetti, esponente del gruppo del Cavallino. Si diploma nel 1945, ma ha modo di esordire ufficialmente in veste di pittore già nel 1941, quando partecipa a una collettiva della Bevilacqua, che ospiterà anche in seguito le sue opere in diverse occasioni fino al 1950. Nel 1946, ha la fortuna, inoltre, di ottenere uno studio proprio presso la Bevilacqua, istituzione di grande rilievo nel supporto dei giovani artisti.

Per quanto riguarda lo stile di Vinicio Vianello, in prima battuta questo può essere individuato come esplicitato all’interno di una pittura espressionista influenzata dal movimento Corrente, che si batteva con convinzione a sostegno della libertà dell’arte dalla dittatura culturale imposta dal regime fascista.
In seguito, sotto l’ascendenza del maestro Cesetti, Vinicio Vianello volge verso la costituzione di un primitivismo che può essere definitivo formale, caratterizzato da alcuni punti saldi come: la sintesi delle volumetrie e dei cromatismi – in assonanza con quanto compiuto dal movimento Novecento.
Questa tendenza primitivista si concretizza nella creazione di diverse nature morte, una delle quali viene esposta in occasione della Biennale d’Arte di Venezia del 1948.

Nel 1947 si aggiudica due prestigiosi premi, tra cui il Premio Moggioli per le Arti figurative indetto dalla Bevilacqua. In questa occasione, Vinicio Vianello presenta tre dipinti in cui è individuabile un’altra strada intrapresa dalla sua arte: l’interrelazione che si costituisce con le esperienze astratte internazionali.
È proprio Vianello uno dei primi artisti veneziani a entrare a far parte del panorama spazialista a cui aveva dato forma e vita Lucio Fontana.
Tra il 1948 e il 1950 sviluppa due cicli Agave e Albe, intorno al tema della finestra che si pone come un reticolo utile per creare una composizione basata su piani e linee in stretta relazione con l’aspetto cromatico.

Proseguendo la sua ricerca spazialista il ciclo di opere che prende il titolo di Meteori è quello che assume il rilievo maggiore all’interno del suo operato astratto, basato su una edificazione cromatica che ha una forte vena criptica.
Dal 1948 Vinicio Vianello affianca il suo lavoro di pittore a quello di designer nel campo della produzione vetraia.
Le sue creazioni di design lo porteranno ad aggiudicarsi anche diversi premi di prestigio.
La convinzione dell’importanza della sperimentazione effettuata tramite l’impiego di mezzi di diversa natura, lo porta a fondare con la collaborazione di Carlo Scarpa e Franco Albini e il sostegno dell’Istituto Veneto per il Lavoro, il Corso di progettazione per disegnatori industriali e per artigiani a Venezia.

Nel 1951, poi, firma il manifesto dell’Arte Spaziale, anno al quale risalgono anche le prime Grafie Spaziali, opere che possono essere definite come degli arabeschi dinamici formati da linee in bianco e nero.
Nel 1952 lo troviamo tra i protagonisti della mostra “Artisti spaziali veneziani” tenutasi alla Galleria del Cavallino.
In quegli anni e in quelli successivi,  realizza diverse serie che si inseriscono in modo dinamico nel suo sperimentalismo spazialista e in cui impiega anche vernici industriali e spruzzatori automatici.
Nel 1956, poi, la sua produzione pittorica spazialista si evolve ulteriormente integrando aspetti lo portano verso l’informale.
Dal 1962 in poi si interesserà nello specifico a sistemi di illuminazione applicata anche edifici architettonici.

Vinicio Vianello muore a Venezia nel 1999.