Lina Rosso nasce il 3 maggio 1888 a Venezia, frequenta le magistrali e ha una grande passione per la musica, tant’è che si diploma in pianoforte. L’amore per la musica viene affiancato da quello per l’arte. Decide di iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Venezia dove studia con Angelo Maria Crepet  e Luigi Nono. Durante gli studi ha modo di frequentare i protagonisti della tradizione artistica veneziana come Pietro e Antonietta Fragiacomo, Ettore e Lucia Tito, Guido Cadorin e Guglielmo Ciardi.
Nel 1909 l’artista espone per la prima volta a Ca’ Pesaro, insieme ad altri giovani artisti intenti a rinnovare l’arte italiana e nello specifico quella veneziana.

L’ascesa della carriera artistica di Lina Rossa subisce una battuta d’arresto a causa della Prima Guerra Mondiale, periodo durante il quale l’artista è volontaria presso l’Ospedale Militare di Venezia.
Nel 1918 si trasferisce con la famiglia a Viareggio dove conosce e frequenta il compositore Giacomo Puccini oltre che altri artisti della zona e ha l’opportunità di esporre in alcune mostre.

Nel 1919 torna a Venezia giusto in tempo per essere ammessa alla Biennale internazionale di Venezia dell’anno successivo. L’artista sarà una presenza fissa alla manifestazione veneziana fino al 1942.
La partecipazione alla Biennale del 1920 porta Lina Rosso ad affermarsi definitivamente come artista di rilievo nel panorama artistico del tempo grazie all’acquisto da parte del re dell’opera che aveva presentato, “La fenice in guerra”.
In questo stesso periodo la produzione artistica dell’artista raggiunge una certa maturità stilistica che la porta a realizzare dipinti, tenendo bene a mente gli insegnamenti della tradizione, impiegando uno stile personale non categorizzabile all’interno di alcune corrente in auge all’epoca.
L’interesse di Lina si concentra intorno alla figura umana e con il passare degli anni, nonostante l’indipendenza dalle scuole, la sua produzione subisce l’influenza del Realismo Magico e dello stile di Novecento.
I soggetti prediletti dell’artista in questo periodo sono ritratti femminili in cui sono raffigurate donne appartenenti a famiglie della borghesia veneziana.
Nel secondo dopoguerra diviene terzaria francescana e dipinge molte opere su temi sacri, ricevendo delle commissioni anche da enti cattolici.

Lina Rosso muore a Venezia nel 1975.

 

Fonte immagine: Artribune