Giuseppe Maggiolini

Giuseppe Maggiolini è un importante ebanista, il principale italiano.
Nasce nel 1738 a Parabiago. Già nel 1771 lo troviamo a Milano dove è rilevante il suo lavoro di collaborazione con l’importante architetto Piermarini, ideatore tra gli altri del Teatro alla Scala, nel rinnovamento del Palazzo Reale. Per questo pregevole incarico, Maggiolini realizza diversi mobili e idea e cura la manifattura del pavimento intarsiato della sala di Napoleone.

Il pregiato lavoro di Maggiolini è talmente peculiare e valevole, che l’ebanista dà il nome a uno stile che è inquadrabile nelle correnti del tardobarocco e del neoclassicismo.

Per le sue doti di intarsiatore, spesso ci si riferisce a lui come “maestro d’intarsio” anche se la denominazione corretta è senz’altro “maestro in ebanisteria”, grazie al sapiente utilizzo delle diverse tipologie di legni. Il maestro ebanista è quella figura capace di progettare e produrre manufatti in legno, che possono essere sia mobili che statue ed altri elementi di arredo.

I lavori più importanti che leghiamo allo stile Maggiolini sono le decorazioni ebanistiche di mobili. Quelli più caratteristici sono senz’altro i comodini, le scatole scrigno e i cofanetti.

Maggiolini, grazie alle sue abilità e alla squisitezza della sua arte divenne ben presto celebre e collaborò con molte famiglie facoltose milanesi e con le maggiori corti europee. I cassettoni divennero la sua specialità. Maggiolini, inoltre era capace di lavorare con più di 80 tipologie di legni, provenienti da diverse parti del mondo.

Da cosa è contraddistinto lo stile Maggiolini?
Dalla predilezione per l’impiego di colori naturali che venivano affiancati all’uso di pochi altri colori come il verde, il blu, il celeste e il rosa chiaro. I mobili, poi, venivano costruiti impiegando uno stile neoclassico basato su linee geometriche pure e semplici che venivano decorati a intarsio. Maggiolini realizzava gli intarsi a partire da cartoni forniti da grandi artisti dell’epoca. I soggetti prediletti erano mitologici, ispirati all’oriente o allegorici.

Nonostante la semplicità dei mobili, questi diventavano delle vere opere d’arte proprio grazie all’intervento sapiente di Maggiolini, che con le sue opere di intarsio riusciva a realizzare dei veri capolavori.
L’abilità di Maggiolini non passò inosservata neanche all’estero, tant’è che ebbe modo di lavorare anche per gli Asburgo d’Austria.
L’opera di Maggiolini trovò il favore anche di Napoleone che nel 1805 venne incoronato a Milano. Per quella occasione, gli venne commissionata la realizzazione di una scrivania per la sala imperiale. Il lavoro venne apprezzato da Bonaparte che invitò Maggiolini a lavorare per la famiglia imperiale.

Maggiolini aveva degli allievi che portarono avanti la sua arte. Allievi d’eccezione furono proprio il figlio Carlo Francesco e Cherubino Mezzanzanica che alla sua morte, avvenuta nel 1814 a Parabiago portarono avanti il lavoro della prestigiosa bottega.

Fonte immagine: http://www.arte.it