Francesco Danieli nasce a Trento nel 1852 ma si trasferisce a Verona con la famiglia in giovanissima età. Intraprende un percorso di studi tecnici e solamente in età adulta deciderà di iscriversi all’Accademia Cignaroli.
Il suo esordio avverrà nel 1881 presso l’annuale mostra della Società di Belle Arti di Verona aprendosi alla tematica storico-sociale che sarà il filo conduttore di tutto il suo repertorio pittorico: soggetti agresti e paesaggi caratterizzati da atmosfere simboliste.
La pittura di genere, tipica della tradizione venetasi fonde con il tema del paesaggio dall’eccezionale resa naturalistica grazie alla minuziosa cura dei dettagli.

All’attività pittorica Danieli associò l’impegno nell’ambito dell’Accademia veronese, di cui fu eletto membro nel 1887. Nello stesso anno espone a Venezia e sarà ospite della Biennale fino al 1905.
Il prestigio acquisito nel corso della sua carriera è testimoniato da vari riconoscimenti pubblici anche al di fuori dell’ambito veronese.
Francesco Danieli muore a Udine nel 1922.

La cosa che più mi piace di Danieli è che la povertà dei soggetti raffigurati non fa mai indulgere lo spettatore in sentimenti di miseria o avvilimento ma, anzi, esalta il rapporto armonioso tra uomo e natura.