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Alberto Pasini

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Il pittore paesaggista Alberto Pasini nasce in provincia di Parma nel 1826. Il padre, impiegato nell’amministrazione pubblica era un’artista dilettante, ma muore che Alberto è appena duenne. 

La famiglia di Alberto si trasferisce quindi a Parma dove trova il supporto presso il prozio paterno, pittore e miniaturista che lavorava al fianco di Giovanni Bodoni
Grazie all’influenza del prozio, Pasini si avvicina fin da subito al mondo dell’arte decidendo di formarsi all’Accademia di belle arti. Alberto Pasini non porta a termine il suo percorso accademico durante il quale aveva deciso di dedicarsi allo studio del paesaggio e della scenografia sotto la guida di Giuseppe Boccaccio per poi andare a preferire la sezione di disegno e litografia guidata dall’incisore Paolo Toschi. 
La guerra di indipendenza interruppe i suoi studi. Al termine del conflitto, rientrato a Parma, si dedicò alla realizzazione delle insegne pubblicitarie dei negozi e di etichette per le bottiglie di acqua.

Spinto anche dalla fiducia nelle sue capacità artistiche da parte di Paolo Toschi, Pasini parte alla volta di Parigi per proseguire la sua formazione. Durante le tappe del suo viaggio, farà delle soste strategiche che lo aiuteranno a creare una rete di relazioni utile per lo sviluppo della sua carriera. 
Una volta giunto a Parigi inizia a lavorare nello studio del litografo Jean Louis Thierpenne
Decisivo fu comunque l’intervento di Toschi, grazie al quale inizia una collaborazione con l’incisore Louis Dupont. Questo incontro fortuito fu decisivo per lo sviluppo della carriera di Pasini, che grazie a Dupont conosce Théodore Chassériau, pittore orientalista ed Étienne Eugène Cicéri che lo assume come litografo nel suo studio. 

La stretta rete di connessioni che si instaura intorno ad Alberto Pasini è fondamentale per definire quella che sarà lo stile che tanto contraddistingue Alberto Pasini. 
Conosce i paesaggisti dell’école de Barbizon e inizia a dipingere en plein air, concentrandosi su quelle che sono i diversi effetti che la luce sull’ambiente naturale, evidente in alcune opere realizzate in questo periodo come Un bel mattino d’autunno dopo una notte piovosa e Tramonto nella pianura di Sicilia


Nel 1855 viene coinvolto in una missione diplomatica del governo francese come disegnatore. Si recò quindi in Persia, Turchia, Siria, Arabia ed Egitto. Durante la missione ebbe modo di realizzare decine di studi e molti disegni. Saranno proprio queste sue opere a fornire la base per le sue opere veriste di stampo orientalista che lo renderanno famoso in Francia e in Italia. 
Nel 1859 Alberto Pasini pittore si reca nuovamente in Oriente, nello specifico si reca in Egitto, Palestina, Persia, Libano e in Grecia
Anche in questa occasione fa diversi studi grafici che poi andrà ad elaborare una volta tornato a Parigi. L’artista infatti non realizzava i suoi dipinti olio su tela in loco, ma preferì fare una rielaborazione di quanto visto e studiato nel suo studio parigino. Tra questi dipinti ci sono Sosta di una carovana, Cammelli in riposo, Moschea di Tulun, Il Partenone e Giardino di Patiza con panorama di Atene, Caccia al falco nei dintorni del lago d’Urmia, Una carovana che pernottò in un’oasi e prepararsi alla partenza, Rovine di un tempio nel deserto e Scena di una via di Damasco.

Un altro viaggio è quello dell’ottobre 1867 quando andò a Costantinopoli, dove rimase per nove mesi, realizzando decine di studi ad olio e disegni. Fontana di Eyoup, Perchembé Bazar, Mercato di Costantinopoli, Buyukdéré-Piccola moschea di campagna, Porta della moschea di Yeni Djami a Costantinopoli
Nel corso degli anni Settanta e Ottanta fece diversi altri viaggi in Oriente producendo poi opere che sono un felice connubio tra sapiente uso del colore e della luce. Opere che riescono a trasmette con grande immediatezza quella che è l’atmosfera e le scene orientali. La luce calda e diffusa, i colori vividi e brillanti, le piazza, le architetture e le persone del luogo. I suoi lavori, poi, vanno oltre alla mera presentazione dell’Oriente; Pasini indaga a tutto tondo questi paesi mettendo in scena anche gli usi, i costumi e le atmosfere, che sono il centro nevralgico dell’operato dell’artista
Sul finire degli anni Ottanta Settanta dipinge il suggestivo dipinto Veduta della baia di Napoli, evidente quindi che il talento nella rappresentazione dei paesaggi e delle atmosfere non si limita solo ai soggetti orientali.

Il grande successo ottenuto da Pasini dipende dal fatto che a metà Ottocento diversi cambiamenti per quanto riguarda le relazioni politiche, economiche e culturali, sociali darà vita a Parigi a un centro fertile di produzione artistica a soggetto orientalista andando ad incontrare il gusto dei collezionisti molto attento a tutto ciò che è esotico.

Molti dei capolavori di Pasini oggi sono conservati nelle collezioni di importanti musei sia in Italia che all’estero.

Pasini muore nel 1899. Per celebrare l’importanza dell’artista, a Parma gli è stato dedicato il viale Alberto Pasini.


Fonte immagine: https://artslife.com/2017/05/04/luci-e-colori-doriente-dallegitto-a-costantinopoli-il-fascino-della-pittura-orientalista/