Toni Costa nasce e muore a Padova. Si forma in disegno industriale ed è tra i fondatori del Gruppo N della città patavina: un collettivo che nel 1960 aprirà uno studio di sperimentazione e confronto artistico ma che sarà anche sede di attività didattiche che spazieranno tra molte forme artistiche. 

Il collettivo nasce dalle ceneri del “Gruppo EnneA” al quale, oltre a Toni Costa, partecipano Alberto Biasi, Edoardo Landi, Manfredo Massironi e Ennio Chiggio. Nell’ottica del lavoro di gruppo inaugurano la prima contro-mostra, dal nome: “A porte chiuse. Nessuno è invitato a intervenire”.

Questa era l’epoca dei gruppi e delle opere collegiali che puntavano a contrapporsi all’artista come singolo individuo.
Lo scopo del Gruppo N era, infatti, quello di recuperare la funzione sociale dell’arte, facendo cadere il mito del rapporto che lega l’artista alla sua opera e quindi al mercato dell’arte. È molto interessante il lavoro di Toni Costa nell’ambito delle sollecitazioni ottico-dinamiche e percettive del pubblico dal quale nascono una serie di quadri che cambiano a seconda dell’angolo di visione dello spettatore. Questo è possibile grazie alla modificazione del rapporto spazio-luce e significa studiare fenomeni ottici e visivi che acquisiscono significato grazie al movimento dell’occhio dello spettatore.

Toni Costa e il gruppo N alla ribalta dopo quarant’anni

Il gruppoN, a partire dalla metà degli anni sessanta, affronterà un periodo di oblio che durerà fino agli anni duemila, quando il movimento torna alla ribalta anche a livello internazionale, attenzione che porterà il movimento ad un notevole aumento dei passaggi d’asta e quindi ad un innalzamento delle aggiudicazioni. Biasi e Costa sono le personalità più forti, grazie all’unicità e particolarità delle loro opere. Negli ultimi vent’anni, le opere di Toni Costa e del gruppo N, sono state esposte alla GNAM (Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma), al New Museum of Contemporary Art di New York e al Museo de Arte Contemporáneo di Buenos Aires.