Lino Dinetto nasce a Padova nel 1927.

Formatosi tra Venezia e Milano insieme ad artisti del calibro di Sironi e Carrà, Lino Dinetto si dedicherà inizialmente agli affreschi e nel 1948 viene chiamato a Montevideo, in Uruguay, per completare la cattedrale di San José, dove vivrà per i seguenti quattro anni ottenendo altri incarichi e una cattedra all’accademia di belle arti. 

Qui potrà approfondire il cubismo, in particolare quello di Torres Garcia. Tornato in Italia, riprende a fasi alterne la pittura murale e su vetro. La sua arte però sta subendo un evoluzione molto intima in direzione di un linguaggio trasfigurato e fantastico, poetico e fiabesco. Infatti, a partire dagli anni ’70 la sua opera diventa iconica grazie alla cospicua presenza di figure femminili dagli incarnati delicati e vesti preziose. 

Interessantissimo e caratteristico il ricco portfolio di paesaggi veneti e toscani, sempre trasfigurati come in un magico racconto e la svolta, negli anni 90, verso la pittura monumentale che lo porterà a decorare la basilica di Sant’Antonio a Padova.