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Ciardi: un filo rosso con Canaletto e l’impressionismo

Venezia negli ultimi secoli ha suscitato grande fascino sugli artisti, così come su chi arrivava in visita in questa città per i motivi più svariati.
Il vedutismo veneziano è ben noto, il suo più grande esponente è il famosissimo Canaletto. Il vedutismo veneziano non muore con Canaletto o con il suo “rivale” Guardi: si sviluppa.
Arrivando alla seconda metà dell’800 è impossibile non citare l’opera di Guglielmo Ciardi. La famiglia Ciardi è nota anche perché oltre a Guglielmo si affermano come talentuosi artisti anche il figlio Beppe e la figlia Emma.

Guglielmo Ciardi lavora in diversi centri nel corso della sua vita, ma il lavoro compiuto a Venezia è quello che gli garantisce maggiore fama.
La seconda metà dell’800 dal punto di vista artistico è caratterizzata a livello internazionale da un grande interesse e lavoro sugli aspetti luministici della pittura, basti pensare alle sperimentazioni portate avanti dagli impressionisti, capitanati da Monet. Celebre la serie dedicata alla cattedrale di Rouen, in cui Monet ritrae in molteplici condizioni atmosferiche e in diverse ore del giorno la famosa cattedrale.

Stesso procedimento è stato fatto dall’artista francese anche con soggetti più umili, come dei semplici covoni di fieno.
Così come gli impressionisti anche Guglielmo Ciardi pittore era solito replicare le medesime vedute, le sue preferite, in diverse condizioni di luce cambiando di volta in volta le angolazioni.

Le innovazioni portate avanti dagli Impressionisti sono evidenti anche nell’opera di Guglielmo Ciardi, il quale va a semplificare la geometria alla base della composizione andando a costruire i vari elementi presenti nel dipinto con il colore, riprendendo anche gli insegnamenti della tradizione della pittura tonale veneziana di memoria giorgionesca e tizianesca.

 
La pittura di Guglielmo Ciardi sviluppa l’attitudine accademica, andando a lavorare sull’impressione visiva che viene resa tangibile sulla tela.
Infatti, in Ciardi ben si mescolano la formazione accademica, fondata sul disegno, e la sua formazione successiva basata sulla pratica della pittura en plein air e sulla pratica della pittura di genere.
Il riferimento, poi, alla veduta settecentesca non è casuale. Nonostante la pratica della pittura en plein air, Ciardi copia diverse opere di Canaletto, contraddistinte dalla massima nitidezza e correttezza prospettica.

Il suo talento, le influenze e la sua formazione eterogenea portano a un’unione sinergica che dà vita a opere intrinsecamente luminose, vivide e immediate che riescono a trasmettere all’osservatore le atmosfere della Venezia della seconda metà dell’Ottocento.

Fonti immagini:
The Art Post Blog
La voce di Venezia
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