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Francesco Guardi

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Francesco Guardi è insieme a Canaletto il più importante dei vedutisti veneziani. Nasce a Venezia nel 1712, figlio d’arte; anche il padre, Domenico, è pittore.
Il talento paterno viene ereditato anche dal fratello Gianantonio, il quale, alla morte del padre – avvenuta quando Francesco aveva solo 4 anni – , porta avanti il suo lavoro.

Francesco si forma, infatti, insieme al fratello, responsabile della bottega di famiglia. Ma, rispetto al fratello, Francesco dimostra fin da subito una sensibilità diversa nei confronti del linguaggio pittorico. La pennellata di Guardi pittore è rapida e discontinua. Francesco non nasce come pittore vedutista; così come il fratello Gianantonio, inizialmente dipinge soggetti sacri. Sono comunque poche le notizie certe sul suo conto, soprattutto per quanto riguarda il periodo giovanile, in quanto molte opere vengono realizzare insieme al fratello.  La prima opera nota autonoma di Francesco Guardi pittore è del 1740 e si intitola Santo in Adorazione dell’Eucarestia.

Quando si avvicina quindi Guardi al vedutismo?
Riguardo a ciò non ci sono notizie certe, tuttavia, è plausibile che questo avvicinamento sia avvenuto intorno agli anni Cinquanta; tuttavia, solo a seguito della scomparsa di Canaletto riuscirà ad ottenere l’attenzione meritata.

L’oggettività quasi asettica di Canaletto, inizialmente perpetuata anche da Guardi,  lascia spazio in un secondo momento, dalla metà degli anni Sessanta, all’interpretazione del paesaggio in chiave sentimentale. I sentimenti e gli stati d’animo del pittore sono centrali e portano Francesco Guardi pittore a realizzare delle vedute intrise di nostalgia e malinconia.

La resa pittorica è a “macchie”, il disegno accademico e la definizione precisa dei volumi non fanno parte del vocabolario di Guardi, che preferisce focalizzare la sua attenzione sugli effetti luministici, creando opere d’arte contraddistinte da atmosfere evasive.

Fanno parte dell’opera pittorica di Guardi anche i capricci, che sono delle vedute di fantasia. Queste opere riescono a esprimere ancora meglio l’originale inventiva del pittore.
Questa sua arte, soggettiva e sentimentale, ci porta a considerare Guardi come anticipatore del Romanticismo.

Immagine: La regata sul canale della Giudecca. Fonte: https://www.ilgiornaledivicenza.it